Ogni grande storia inizia con un riverbero, un amplificatore che ronza e un sogno troppo grande per la stanza in cui è nato. Per noi, quel sogno è iniziato nel...
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Caligo definisce un raro e particolare tipo di “nebbia di mare” densa e persistente che avvolge le zone costiere.
Caligo è il mio nome e vengo dal mare
arrivo di notte e l’alba scompare
la luna invisibile tutta
muti animali sommersi di bruma abissale
e mancano le parole, rivedo la solita,
solita scena irreale e un volto invisibile
Avevo capito che eri per me
la fine e il ritorno o forse più in là
la fine e il ritorno ma solo a metà
Caligo è il mio nome e vengo d’estate
ti svegli al mattino, la nebbia ti assale
Avevo deciso che eri per me
la fine e il ritorno o forse più in là
la fine e il ritorno ma solo a metà
Volevo restare in equilibrio sulle onde
lasciandomi andare in equilibrio sulle onde
Scrivici se vuoi chiamarci a suonare nel tuo locale o festival, se vuoi proporci partnership e collaborazioni o se vuoi sapere di più sulla nostra musica. Saremo felici di conoscerti!
Clicca sul nome per leggere la bio:
Cantante e cantautrice attiva dal 1996, con un’evoluzione artistica che attraversa rock, alternative, pop, dance ed elettronica.
Nel corso degli anni ha partecipato a produzioni televisive e live su palchi nazionali e internazionali, tra cui il talent show “I Fuoriclasse” su Rai 1, esibizioni al Teatro Ariston di Sanremo e performance tra Italia e Londra.
Ha pubblicato progetti originali tra cui l’album “A New World” e il progetto Visionarya, oltre a diversi singoli dance distribuiti a livello internazionale.
La sua ricerca artistica unisce scrittura, sperimentazione vocale e identità sonora, sviluppata attraverso anni di esperienza tra band rock, progetti originali e performance live.
Diplomato presso l’Accademia Internazionale “Siena Jazz”, da oltre 25 anni si dedica a vari generi, principalmente intorno alla dimensione del rock, del metal e della sperimentazione, attraverso vari progetti.
Complessivamente ha registrato 6 album in studio, lavorando con produttori italiani ed esteri (David Lenci, Mark Needham) e ha tenuto oltre 150 live in vari palchi italiani ed europei.
In passato è stato insegnante di batteria e giornalista musicale.
Compositore, arrangiatore e produttore attivo dal 1987.
Suona principalmente pianoforte, tastiere e basso. Oltre agli studi classici è diplomato al Musicians Institute di Los Angeles (KIT).
Negli anni 90 è turnista con Sergio Caputo e membro della band Rien a Faire con Matteo Becucci. Fa concerti in tutta Italia e partecipa a 3 dirette televisive del Roxybar di Red Ronnie.
Negli anni 2000 con la band Moebius pubblica 3 singoli in rotazione radio nazionale tra cui la hit Disco Volante.
Insieme al chitarrista Daniele Messina produce 2 CD pop rock: Eleven I e Eleven II
Ha suonato nei dischi di Nick Becattini, Tessa Drummond, Mirra Jensen, Indygenie, Luca Bassanese, Dalia Buccianti, Elia Lunardi, Ryuichi Aware.
Recentemente si esibisce al Premio Ciampi, Premio Tenco, al New Moon di Londra e in altri teatri nazionali.
Una mattina d’estate, tirando su l’avvolgibile, Federico vede una densa nebbia che avvolge tutto. In un paese a 3 chilometri dal mare dove la nebbia non c’è neanche d’inverno una cosa del genere ti colpisce.
Pensa subito che sarebbe un bellissimo nome. Scrive il brano omonimo, contatta Antonio e insieme si mettono in cerca di una cantante e di un chitarrista.
Daniele si unisce al gruppo. Continuano a scrivere. Raggiungono una massa critica di brani. Appare Anna: l’incarnazione di Caligo!
Un repertorio rock, il rock dell’inconscio come piace loro definirlo, un viaggio nella nebbia interiore e come unico obiettivo la trasformazione.
Un flusso costante, leggi un libro, scrivi una canzone, entri in contatto con un archetipo, scrivi un’altra canzone. Anna capisce che può dare libero sfogo a tutte le sue voci.
Il brano-totem non può che essere l’omonimo “Caligo”, il primo singolo, il primo video.
La narrazione continua con il secondo: “La fiaba alchemica”, la trasposizione rock del “Soldatino di piombo” di Andersen.
Un progetto che cerca di autocompletarsi, brani inconsciamente interconnessi e interdipendenti, in bilico tra Dostoevskij e scabrose realtà, intuite o viste di sfuggita durante il viaggio, complice la Nebbia.
Parlare di musica è come ballare di architettura.
Lo disse forse Frank Zappa, o forse no.
Noi non siamo molto d’accordo. Ovvio, la musica va ascoltata, ma il racconto pone l’ascolto nella giusta prospettiva.
Quindi ecco alcune parole su cosa puoi aspettarti dalla nostra musica attuale e futura, da dove arriva e dove vuole andare.
Partiamo semplici: i Caligo fanno rock in italiano. In pratica un genere in via di estinzione. Ma si sa: il rock è un continente.
Noi ci troviamo al crocevia tra influenze anni 90 e 2000, sia italiane che anglosassoni, con delle nuances indie e cantautoriali.
Quindi ti piacciono i Caligo se ascolti Marlene Kuntz, Afterhours, Skunk Anansie, Coldplay, Max Gazzé. Ma ti troverai a tuo agio anche se hai un’anima un po’ metallara, o se ascolti certo indie italiano (Ministri, La rappresentante di lista, Zen Circus).
Quali sono le nostre influenze e il nostro DNA?
Tutti i Caligo amano certi padri fondatori comuni a chiunque ami la musica: Battiato, Bowie, Massive Attack, Radiohead, The Cure.
Ma poi ciascuno si apre in ascolti abbastanza diversi, il che forse rende la nostra musica non così prevedibile.
Come i nostri mostri sacri, vorremmo abitare il luogo di chi non si riconosce più nelle categorie semplici.
La nostra musica non nasce per aderire a un genere, ma per attraversarlo.
Si lascia contaminare, si sporca, si apre. Un po’ sogno, un po’ rabbia, molta riflessione.
C’è una parte istintiva, diretta, quasi fisica. E poi ce n’è un’altra più sottile, che lavora sotto pelle.
Non cerchiamo di essere “attuali” e non ci siamo mai posti il problema. Scriviamo canzoni e basta, forse provando a essere abbastanza veri da restare.
Siamo ascoltatori, fan, e musicisti alla ricerca di qualcosa in cui riconoscersi senza doverlo spiegare.
Quindi se ti piace l’idea, il nostro è uno spazio aperto.
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